Ecco chi sono: ho una laurea in scienze
politiche con lode e una passione per la comprensione della realtà
socio-economica che mi ha portato ad affrontare la dura strada del dottorato in
economia politica. Terminato il dottorato, dopo un paio d'anni di ricerca
accademica, lavoro in un ente parastatale di promozione economica e qui cominciano
le mie crisi esistenziali (che probabilmente qualsiasi italiano medio con un
lavoro comunque retribuito non avrebbe) aventi il seguente obiettivo: rendersi
utili.
Dani Rodrik in un recente articolo si
chiedeva "a cosa servono gli economisti?".
Una delle risposte è dare delle risposte.
Prima di tutto ai policymakers che spesso sono anche finanziatori delle ricerche
e quindi, fondamentalmente, si rispondono da soli. Diciamo che il mio ruolo è
quello di fornire dati a supporto di una o l’altra politica attraverso un’attività
di mercenariato che solo pochi grandi economisti possono, forse, evitare di
fare.
Da questo generale modus operandi dell’economista
medio immagino siano derivate le rovinose perdite di credibilità degli studi
economici degli ultimi anni, quando una “imprevista” crisi finanziaria si è
abbattuta sul sistema economico mondiale.
Allora mi chiedo quale possa essere il
modo più utile di mettere a frutto le mie competenze e illustrerò in questo
blog i miei tentativi…